venerdì 11 gennaio 2008

La moglie di Lot

Ora la moglie di Lot si voltò
indietro a guardare e diventò
una colonna di sale
Gn 19, 26

E andava il giusto dietro il messo di Dio,
enorme e radioso, sulla nera montagna,
ma sonora parlava l'angoscia alla moglie:
"Non è troppo tardi, puoi ancora scorgere

le rossi torri della tua Sodoma natia,
la piazza ove cantavi, la corte ove filavi,
le finestre vuote dell'alta dimora,
dove al caro marito partorivi i figli".

Si volse, e serrati da una stretta mortale,
non poterono i suoi occhi più guardare;
di sale si fece il corpo diafano,
e strinsero alla terra gli agili piedi.

Chi vorrà piangere questa donna?
Non sembra forse la più lieve delle perdite?
Il mio cuore solo non potrà mai scordare
chi la vita dette per un unico sguardo.

(Anna Achmatova, da Anno Domini; traduzione di M. Colucci)

lunedì 7 gennaio 2008

Emigrare al di là del visibile

Dunque, impossibile vivere
di sola ragione
e di ordine stabilito.
Non ragione ti illumina
le vaste zone oscure
dove inevitabile
s'annida la paura:
ma come decidere e rischiare
senza follia?
Chi potrebbe darti la gioia
di comunicare con le cose,
la gioia dei fanciulli
la gioia dell'amicizia e dell'amore?
Amore è un atto di fede.
è fede a darti sicurezza
di una realtà che non deluda,
a salvarti dalle apparenze.
Emigrare al di là del visibile
e raggiungere lo stato di verità
e fare del mistero la tua casa
e sentirti beato
perchè finalmente pazzia non ti manca!
E il fango trasfigurare in oro ...

[D. M. Turoldo]

domenica 18 novembre 2007

mercoledì 12 settembre 2007

Fino al midollo


Altri diranno, in versi, altre ragioni,
forse ancora più utili, più urgenti.
Quanto a questi, non muta ancor l'essenza,
in bilico tra due negazioni.
Inventiamo, però, modo e maniera
di coniugare il caso e la certezza,
che questo costi, o no, la vita intera.

Come chi l'unghie a sangue si rosicchia.

(José Saramago, da Le poesie possibili)

venerdì 7 settembre 2007

Salentu


Quando tornai al mio paese nel Sud,
dove ogni cosa, ogni attimo del passato
somiglia a quei terribili polsi dei morti
che ogni volta rispuntano dalle zolle
e stancano le pale eternamente implacati,
compresi allora perché ti dovevo perdere:
qui s'era fatto il mio volto, lontano da te,
e il tuo, in altri paesi a cui non posso pensare.

Quando tornai al mio paese nel Sud
Io mi sentivo morire.
(Vittorio Bodini, da Foglie di tabacco)


venerdì 31 agosto 2007

giovedì 26 luglio 2007

...l'amour après...

Avendo avuto modo, in occasione del Festival Internazionale della Poesia, di ascoltare dal vivo questo grandissimo poeta, nonché l'immenso piacere di conoscerlo personalmente (è una persona incredibile!), voglio condividere un altro dei suoi testi,uno di quelli che amo più "visceralmente"... (anche se la scelta, bisogna dirlo, è particolarmente ardua nel caso di Goffette). Segue la splendida traduzione di Danni Antonello.
Buona lettura e buona condivisione...

V

On dit: le soleil après la pluie, la mer
après la montagne, l'amour après
et partir, partir. Demain, quand tout sera,
quand tout aura, quand.

Promesses des morts si vivre est plus
qu'attendre, qu'espèrer. Cendres jetées
sur le feu qui regimbe un peu puis se tait
sans consolation: la nuit

tombe, l'aube se lève, un été a passé.
Déjà, disent les fumées du hameau
tandis que des animaux sans colère continuent
d'amasser l'or du temps, l'or

de nos yeux avides et si vite fermés.

(Guy Goffette, Un peu d'or dans la boue)

Si dice: dopo la pioggia il sole,
il mare oltre la montagna, più in là
l'amore, e partire, partire. Domani,
quando, tutto sarà, tutto avrà, quando.

Le promesse dei morti se vivere è più
d'attendere, sperare. Ceneri sul fuoco
che un po' si ritrae, poi tace
sconsolato: scende la notte,

sorge l'alba, un' estate è passata.
Dicono sia già l'ora i fumi del villaggio,
animali senza rabbia continuano intanto
ad ammassare l'oro del tempo, l'oro

dei nostri avidi occhi chiusi così in fretta.

(Traduzione: Danni Antonello)